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Full - Dagli imballaggi ai RAEE: tour nelle filiere del riciclo in Italia
Dagli imballaggi ai RAEE: tour nelle filiere del riciclo in Italia
Crescere il riciclo in Italia, dal 2006 al 2016 la produzione nazionale di rifiuti è riuscita a mantenersi stabile passando da 155 a 164 Mt (incremento del 6%). Nel decennio in esame le attività di riciclaggio sono passate da 76 Mt a 108 Mt (più 42%) di rifiuti trattati. Da un lato ci sono le eccellenze nazionali come nel caso della raccolta degli oli minerali usati, ormai vicina al 100%, o dei tassi di riciclo imballaggi che fanno salire al al terzo posto in scala europea, dopo Germania e Spagna. Contrariamente alle filiere più lente, quelle che si scontrano anche con difficoltà d’approccio culturale, come nel caso dei rifiuti apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE). Ma, nel complesso, il comparto del riciclo in Italia ottiene buoni voti, permettendoci oggi di recuperare ben 12 milioni di tonnellate di materie prime seconde l’anno.
Quindi come eccellere, puntando non solo sull’incremento della quantità ma anche sulla qualità della raccolta differenziata adeguando gli impianti, oggi non in grado per alcuni settori di coprire il fabbisogno..
Settori ad aver raggiunto buon risultati sono: gli imballaggi (carta, vetro, alluminio, legno, acciaio e plastica) oggi hanno un tasso di riciclo rispetto all’immesso al consumo del 67 per cento, perfettamente in linea con la media europea e in anticipo sull’obiettivo 2025. Nel dettaglio, diamo una seconda vita all’81 per cento dei rifiuti in carta, al 76 per cento di quelli in vetro, al 45 per cento della plastica, al 63 per cento del legno, l’80 per cento dell’alluminio e 79 per cento dei rifiuti in acciaio.
Dal comparto pneumatici fuori uso sul totale di quelli gestiti, la percentuale di quelli avviati al riciclo ha raggiunto il 58 per cento. A livello nazionale è ancora difficile vendere sia le materie prime seconde che i manufatti provenienti da questo comparto.
Sul fronte riciclo apparecchiature elettriche, la crescita continua della filiera in Italia registra un un 42 per cento rispetto al 65per cento richiesto dall’UE. In ritardo anche pile e accumulatori portatili, di alcuni punti percentuali sotto l’obiettivo UE.
Il riciclo degli oli minerali usati registra una filiera d’eccellenza, grazie anche al lavoro svolto in questi anni. La raccolta sfiora il 100%, ma deve essere comunque coinvolto maggiormente il detentore iniziale del rifiuto.
Rifiuti organici “umido domestico e verde urbano” è forse quello con la crescita più sensibile degli ultimi anni ma bisogna necessariamente accelerare adeguando la rete impiantistica – in particolare nel Centro e nel Sud Italia, aggiornando gli impianti esistenti alla produzione di biometano.
Valter Oliva
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