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ARTE E CULTURA
La premiata ditta Susanna Beltrami non delude mai - 26 Ottobre 2026
Al Teatro Franco Parenti di Milano un trionfo della vera danza: Il Danno di Susanna Beltrami, con Antonino Sutera ed Emanuela Montanari dal Teatro alla Scala come protagonisti.
Tratto dall’omonimo romanzo di Josephine Hart del 1991, reso celebre dal film diretto nel 1992 da Louis Malle con Juliette Binoche e Jeremy Irons, racconta del medico Stephen Fleming, entrato in politica e diventato ministro, che durante un ricevimento incontra una giovane donna francese, Anna Barton, figlia di un diplomatico. Anna afferma di conoscere Martyn, figlio di Stephen, da pochi mesi, ma quest’ultimo ne rimane folgorato e l’attrazione è visibilmente intuita da Anna, che sembra ricambiarla. Qualche tempo dopo, Martyn presenta Anna ai genitori come la sua fidanzata. In seguito Anna e Stephen diventano amanti, risvegliando in lei il ricordo doloroso della morte di suo fratello, che si è tolto la vita a causa di un’ossessione incestuosa per lei, acuitasi dopo averla vista insieme ad un ragazzo: da quel momento ha il terrore di ogni genere di possessività, aggiungendo che Chi ha subìto un danno è pericoloso: sa di poter sopravvivere. Stephen vorrebbe lasciare la moglie, ma Anna lo dissuade, facendolo riflettere sulla possibile transitorietà della loro relazione e sul rischio ben più grande di perdere l’amore di suo figlio e di distruggere la famiglia che si è costruito negli anni: finché continuerà la storia con Martyn, lui potrà sempre vederla. Successivamente Stephen, preoccupato di essere scoperto dalla sua famiglia, mentirà più e più volte, finchè deciderà di chiudere la relazione per il bene di tutti, ma neanche l’avanzamento della sua carriera politica lo rende soddisfatto. Anna gli confida che non avrebbe accettato di sposare suo figlio se non avessero potuto proseguire la loro storia, che così riprendono, finché Martyn li sorprende e, sconvolto, non avvedendosi dell’altezza della ringhiera, cade nella tromba delle scale del palazzo. La disgrazia e la tresca del parlamentare solleticano rapidamente l’attenzione della stampa ed il matrimonio di Stephen è distrutto per sempre: si dimette dall’incarico al governo, si stabilisce in un’umile dimora lontano da tutti e si rende conto con rammarico che l’oggetto di tanta bruciante passione non gli appare più come una donna speciale e diversa dalle altre.
La grande coreografa torna alla materia narrativa del romanzo di Josephine Hart, per interrogare attraverso la danza ciò che accade quando il desiderio incrina l’illusione del controllo. Una passione proibita, la perdita del figlio, un equilibrio familiare che precipita e porta alla luce qualcosa che era già lì, nascosto. Solo tre artisti in scena: Stephen (Antonino Sutera), Anna (Emanuela Montanari) e Martyn (Nicolò Brizzi) per una trama di desiderio, colpa e memoria che prende forma nei corpi. Interpreti di esperienze e generazioni diverse si incontrano in una scrittura fisica attraversata dalla tensione, tra controllo e abbandono, disciplina e pulsione. Il tutto inizia dalla fine, con uno Stephen ormai isolato dal mondo che pian piano ricorda a ritroso quanto è successo; il figlio, ormai morto, ritorna, come un fantasma di amletica memoria, a tormentarlo di ricordi, ed il senso di colpa è immenso e non lo lascia mai. La danza dialoga con la partitura video di Salvatore Lazzaro, che moltiplica i piani della scena e confonde presenza e memoria, corpo e fantasma, dando vita ai ricordi di Stephen, perché il danno non è soltanto ciò che accade, ma ciò che quell’accadere rivela, e che rende impossibile tornare ad essere quelli di prima.
Una performance di forte impatto, che smuove e fa emergere quasi con prepotenza le emozioni che fanno parte della nostra vita: tanti stili di danza diversi, dal modern al contemporaneo, dall’urban al tango, con passi a due di incredibile difficoltà e bellezza, per un misto di amore, sensualità e seduzione. Antonino Sutera ed Emanuela Montanari, lui ex Primo Ballerino (ed ora Maitre de Ballet) e lei ex Solista del Teatro alla Scala, oltre alla tecnica hanno anche grandi doti interpretative, sono due attori fatti e finiti. Lei passa dalle scarpe col tacco altissimo al piede nudo, dalle punte alle scarpe da tango con grande naturalezza; lui rende tutto più bello con il tocco magico della sua eleganza che sa non solo di infinita esperienza, ma anche di grande umiltà. Appena si muovono diventano l’anima stessa dell’amore, con una tecnica impressionante, precisi, appassionati e molto comunicativi. Niccolò Brizzi, diplomato l’anno scorso proprio presso l’Accademia DanceHaus, diretta dalla stessa Susanna Beltrami, è molto bello, d’impatto, tecnicamente all’altezza, empatico, nonché bravo attore.
Con solamente tre interpreti Susanna Beltrami ha fatto un lavoro egregio come sempre, e si riconferma una delle menti più brillanti del nostro tempo, che non molla e continua a lavorare senza sosta, anche se ogni volta ci dice Questo è l’ultimo spettacolo. Difficile commentare la perfezione, la passione, l’entusiasmo di Antonino ed Emanuela che, anziché godersi il meritato riposo alle Maldive, si allenano e si impegnano ancora per regalarci momenti di vera magia. Assolutamente da non perdere.
Chiara Pedretti
Teatro Franco Parenti
Via Pierlombardo 14, Milano
Fino al 24 Ottobre 2026
Biglietti da EUR 16,00 a EUR 36,50
www.teatrofrancoparenti.it
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