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ATTUALITÀ
Coronavirus, le speranze nel bollettino di oggi.
Si attende per oggi pomeriggio alle 18 il bollettino quotidiano della protezione civile sull'emergenza italiana da coronavirus.
Bollettino più atteso rispetto a ieri perché potrebbe essere la settimana decisiva per comprendere se l'andamento del contagio tenderà finalmente ad un trend in calo, che i numeri del bollettino di ieri, pur nella loro gravità, ci fanno si spera ipotizzare. L’attenzione è rivolta alla Lombardia, che da sola ha come triste primato il superamento di decessi da Covid-19 registrati dall'inizio della pandemia in tutta la Cina.
Le positività registrate ieri domenica 3.957, mentre sabato sono state 4821, con il totale che sale a 46.638, di cui 23.783 in isolamento domiciliare senza sintomi o con sintomi lievi e 3.000 in terapia intensiva. Il numero dei decessi è stato di 651, in giorno prima 793, con il totale che dall’inizio è salito a 5.476. Le cifre, in leggera flessione, sono state fornite da Angelo Borrelli, capo della Protezione Civile, accompagnato dal presidente del Consiglio superiore di sanità, Franco Locatelli, nell'aggiornamento delle ore 18 di ieri. Il professor Locatelli nel suo intervento ha evidenziato come la percentuale di decessi 84% sia stato registrato in Lombardia, Emilia Romagna e Piemonte; ribadisce che la leggera flessione non deve farci abbassare la guardia ed abbandonarci a facili entusiasmi o a sopravvalutare la tendenza. Locatelli ha rivolto poi un appello ai familiari dei pazienti, invitandoli a limitare i contatti esterni.
Chiusura di tutte le attività considerate non essenziali: entra in vigore oggi il decreto della presidenza del Consiglio. Le imprese avranno tre giorni per adeguarsi allo stop: dovranno chiudere entro il 25, quindi la chiusura sarà operativa da giovedì 26. Mentre restano operative 80 attività di cui riportiamo alcuni settori: alimentare, sanità, trasporti, call center, badanti, colf, portieri dei condomini. Restano al lavoro anche professionisti e giornalisti. Per vedere quali altre attività restano operative consigliamo di consultare la gazzetta ufficiale. Forte da parte di Confindustria il pressing sul governo; per difendere la produzione e contro danni alle società quotate in borsa. Mentre dai arriva un segnale diverso: sarà sciopero generale se le attività aperte saranno troppe. Nel Dpcm in riferimento alle date di scadenza delle precedenti restrizioni, si evidenzia che saranno tutte prorogate fino al 3 aprile.
Si aggiunge anche la nuova ordinanza che stabilisce: da oggi sono vietati tutti i trasferimenti di persone con mezzi pubblici o privati in un Comune diverso da quello in cui si trovano, eccezione fatta per esigenze di lavoro o di salute. Richiesta fatta dalle Regioni del Sud per frenare l'esodo che portò migliaia di persone dal nord al sud quando la Lombardia l’8 marzo diventò zona rossa. Mentre i governatori di Calabria e Basilicata decidono di chiudere le loro regioni vietando le entrate e le uscite. Sale a 11 mila il numero delle persone denunciate per il mancato rispetto delle misure di sicurezza attuate per fronteggiare l'emergenza.
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