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Diversity, Equity & Inclusion: come sono percepite nel NORD OVEST italiano? || Ricerca di Omnicom PR Group

Diversity, Equity & Inclusion: come sono percepite nel NORD OVEST italiano? || Ricerca di Omnicom PR Group



Diversity, Equity & Inclusion: come sono percepite nel NORD OVEST italiano? || Ricerca di Omnicom PR Group


 
 
• Solo un italiano su due è ben informato sui temidi Diversità Equità e Inclusione
• Poco più del 30% degli intervistati crede che nel Paese l’equità sia garantita per tutti
• Un terzo degli italiani afferma di vivere in un contesto “omogeneo” ma l’esposizione alla diversitàaumenterà per il 67.7% degli intervistati 
• Fondamentale il ruolo delle aziende: oltre il 65%degli italiani preferisce prodotti e servizi di realtà impegnate in progetti di Diversity, Equity and Inclusion

Milano, 3 ottobre 2022– Omnicom PR Group Italiapresenta la prima ricerca su DE&I che analizza il livello di percezione e consapevolezza su questi temi tra popolazione generale e lavoratori. L’indagine, condotta con Astra Ricerche, mira a sensibilizzare l’opinione pubblica circa le opportunità e i rischi dello scenario attuale e il ruolo che le aziende posso ricoprire nella costruzione di ambienti inclusivi, equi e rispettosi delle diversità. 

Omnicom PR Group Italia ha voluto analizzare lo stato attuale della percezione e della consapevolezza, tra popolazione e lavoratori, circa temi di DE&I. I risultati, a volte sorprendenti e diversi tra Regioni, ci restituiscono un Paese che ancora non crede pienamente nella possibilità di costruire un mondo più equo, inclusivo e rispettoso delle diversità. Mentre fattori come pandemia, guerra, crisi energetica e ambientale rimangono determinanti nella definizione del contesto di pensiero sociale, le aziende diventano luoghi ‘protetti’ dove condividere programmi e comportamenti virtuosi”, afferma Massimo Moriconi, General Manager & Amministratore Delegato di Omnicom Public Relations Group Italia.

Diversity, Equity &Inclusion: come sono percepitenel Nord Ovest italiano?

Nelle regioni Lombardia, Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta, soltanto un rispondente su due si ritiene “ben informato” sulle tematiche DE&I – un risultato moderato ma in linea con la media nazionale del 50%.

Nonostante una limitata conoscenza dei temi DE&I, gli abitanti delle 4Regionidel Nord Ovestsono sopra la media rispetto al resto del Paese nel riconoscere che le diversità in Italia siano numerose:la percezione di varietà delle diversità è alta(70% vs 66%).

La percezione delle Diversitàin Lombardia, Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta è altamentepositiva:per il 65%degli intervistati, la diversità viene intesa come valore/opportunità (vs il 60% della media nazionale). 

Interpellati sulla definizione dei vari tipi di Diversità ai quali si fa riferimento nel dibattito pubblico, il 71% dei rispondenti indica quella di identità e genere sessuale(maschio, femmina, non binario, transgender, agender...), dell’orientamento sessuale (59%), del colore della pelle(39%), delle culturetradizioni e usanze etniche (39%). I23% degli intervistati nel Nord Ovest, contro la media italiana del 19%, ritiene che parlando delle diversità si faccia riferimento maggiormente alla diversità di stato/di cittadino (italiano, con permesso di soggiorno, richiedente asilo, con protezione internazionale/rifugiato, …).

Per quanto riguarda l’inclusione, gli abitanti di Lombardia, Piemonte, Liguria e Valle d'Aostaaffermano di non esserne abbastanza informati:il 17% di rispondenti ritiene di non avere i giusti strumenti culturali per vivere in maniera inclusiva(vs 15%). Parlando di inclusionegli intervistati la percepiscono maggiormente in famiglia (79 vs la media italiana del 73%), tra gli amici (74% vs 69%), e nel settorelavorativo (61% vs 57%).

Che cosa allora potrebbe favorire la diffusione della cultura inclusiva e una maggiore accettazione dell’”altro”, secondo la popolazione del Nord Ovest del Paese?

Tra i fattori scatenanti c’è senza dubbio la comunicazione diretta con altre persone, grazie ai viaggi nei paesi con culture e usanze diverse (è vero per il 44%), nonché frequentando gli ambienti con una forte varietà di persone (31%), partecipando ad attività di dialogo che permettono di scoprire i propri pregiudizi (33%)favorendo l’incontro dei figli/nipoti con bambini ‘diversi’ nelle scuole (32%).

Non è da sottovalutare anche il ruolo delle aziende. Secondo le Regioni del Nord Ovest, un’azienda non dovrebbe limitarsi a essere attiva nell’area Diversity,Equity Inclusiondovrebbe anche ‘educare’i propri clienti ad essere più consapevoli su DE&I, promuovendo atteggiamenti inclusivi (lo sostiene il 67%). Inoltre, il 63%degli abitanti in Lombardia, Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta preferirebbe acquistare prodotti e servizi da un’azienda che si impegna in progetti di DE&I rispetto ad aziende che non lo fanno. Allo stesso tempo, il 73% afferma che è difficile sapere quali sono le aziende virtuose e quali sono quelle pessime quando si parla di Diversità & Inclusione.

Più disaccordo nelle Regioni del Nord Ovest emerge quando la popolazione viene intervistata sul tema dell’Equitàsolo il 28% (contro la media nazionale del 34%) pensa infattiche attualmente siano garantite, in Italia, uguali opportunità (professionali, di salute, di istruzione…) a prescindere dalle condizioni di partenza (sesso, età, religione, etnia, cultura, …). Ed ammette che non sempre (40% contro una media italiana del 44%) ha trattato gli altri valutandoli in base a come si comportano, a quello che dicono o fanno, ma almeno in parte in base al “gruppo di appartenenza" (per genere sessuale, origine geografica, religione, orientamento sessuale). 

Proprio per questo il 73% degli intervistati nelle Regioni del Nord Ovest, contro il 69% della media nazionale, ritiene che questo debba essere argomento politicoma soprattutto di presa di posizione delle aziende (72% vs 69%).

Qui di seguito un estratto dello studio a livello nazionale

1. 
https://www.ilfarometropolitano.it/d63245f9-86a7-4539-abf4-06d176c2ea64" alt="" class="s23" style="top: -11px; left: 0px; width: 141px; height: 127px;" />
DE&I in Italia: informazione limitata ma elevata la diversità percepita

Solo il 49.6% della popolazione italiana afferma di essere ben informato su DE&I (il 7.0% non lo ha sentito affatto nominare nel dibattito pubblico), mentre la conoscenza di questi temi è superiorenelle aziende dove la percentuale raggiunge il 53.7%.

Q: In Italia si sta parlando in misura crescente del tema “Diversità, Equità & Inclusione”. Ne ha sentito parlare?

Allo stesso tempo, dalla ricerca emerge che il 65.8% della popolazione concorda che ci sia molta diversità in ItaliaUn maggior livello di diversità è avvertito dai meno giovani (55-65enni: 72%) e dagli abitanti dei piccoli comuni (72% nei comuni con meno di 10mila abitanti). 
2. Voce alle aziende: le opportunità del DE&I per le imprese 

Da quanto emerge dalla ricerca, lavorare in azienda cambia l’atteggiamento individuale verso i temi DE&I: la percezione di opportunità positiva è superiore. Ladiversità, in tutte le sue manifestazioni, crea opportunità per il 60.1% dei lavoratori in Italia; è soprattutto rilevante per le donne (65% vs uomini 56%) e per i più giovani (18-34enni: 66% vs 55-65enni: 55%).

Anche il temadell’equità è stato percepitodai lavoratori con più ottimismo: oltre il 75% dei lavoratori crede l’equità in Italia sia “molto o abbastanza” garantita dalla meritocrazia.Per quanto riguarda il tema dell’inclusione, sia a livello di popolazione che a livello di aziende, il campione dichiara di non sentirsi pienamente incluso in molti contesti individuali e lavorativi. 

Ma perché si fa fatica a essere pienamente inclusivi? 

https://www.ilfarometropolitano.it/b5ec657d-2dd2-44ac-bf7d-c723be18955a" alt="" class="s29" style="top: 19px; left: 274px; width: 215px; height: 146px; float: right;" />Dalla ricerca emergono tre aree principali: la prima (24.1%) ritiene che ci siano più cose da condividere con chi è più simile a sé, la seconda (22.8%) è convinta che vengano “prima gli italiani”, mentre la terza è l’unione di un senso di forte necessità di tempo (19.3%) e di mezzi culturali per comprendere la diversità ed essere inclusivi (il14.9% afferma di non avere conoscenza su come comportarsi nei contesti della diversità).

Q: Pensando in particolare alla Sua azienda il tema di “DE&I” …

Pertanto, far leva sulla sensibilizzazione alle tematiche DE&I ha un grande potenziale. Stando ai risultati del report, il 65.5% dei lavoratori preferirebbe i prodotti di aziende impegnate in progetti DE&I e il 61.1% non ne comprerebbe i prodotti se venisse a conoscenza di comportamenti anti-inclusivi, di non valorizzazione della diversità.

Inoltre, per il 67.8% degli intervistati, le aziende dovrebbero spingere i propri clienti ad essere inclusivi e dovrebbero “educare” cittadini e consumatori.

3. Le aspettative sulla Diversity: il percorso faticoso ma pieno di opportunità
 

Le difficoltà di accettazione e di valorizzazione delle diversità non sono poche; ma è il caso di occuparsene subito visto che ci si aspetta che l’Italia abbia maggior presenza di Diversità in futuro (in 3-5 anni: 67.7%). 

METODOLOGIA

La ricerca è stata commissionata ad Istituto Nazionale AstraRicerche da Omnicom PR Group. L’indagine è stata realizzata online nel periodo compreso tra il 24 e il 27 aprile 2022 su un campione di 1.021 italiani 18-65enni e 1.005 lavoratori italiani in aziende con 4+ lavoratori. 

Omnicom Public Relations Group


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