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ARTE E CULTURA
"Sister Act", un convento alla riscossa - 13 Ottobre 2026
Il Teatro Nazionale di Milano apre la stagione long term con Sister Act, che rimarrà in scena fino a metà gennaio 2027.
Reso indimenticabile dal celebre film omonimo del 1992, la storia della cantante di colore Deloris Van Cartier ha consacrato Whoopi Goldberg, dandole un successo incredibile. Da qui l’idea di portarlo in teatro facendone un musical, idea non troppo comune: di solito succede il contrario. Deloris è una scatenata cantante di night, fan sfegatata di Donna Summer, che sogna di sfondare nel mondo della musica. Quando assiste involontariamente ad un omicidio, peraltro eseguito dal suo amante, la polizia decide di metterla sotto protezione in un luogo altamente improbabile: un convento di suore. Qui, cambiando il nome in Suor Maria Claretta, Deloris fatica tantissimo ad adeguarsi alle regole delle consorelle, guidate da una Madre Superiora inflessibile, ma con il tempo le conquisterà tutte trasformando il coro del convento, terribilmente stonato, in un fenomeno musicale. Non passa certo inosservata, e la sua copertura salta: quando il suo ex amante con la sua banda cerca di braccarla dovrà vedersela non solo con lei, ma con tutto il convento!
Come per gli altri musicals sopracitati, la versione Broadway è stata adottata integralmente: regia, scene, costumi, tutto. E si vede. La prima cosa che si nota è che le canzoni sono tutte diverse da quelle del film: in linea, ovviamente, ma completamente riscritte dall’otto volte premio Oscar Alan Menken, qui tutte in italiano (unica parte autoctona). Le traduzioni di Franco Travaglio sono abbastanza scorrevoli, cosa poco comune nei musical di matrice anglosassone che arrivano da noi. Belle le scenografie di Lele Moreschi ed i costumi di Ivan Stefanutti, che sono un tripudio di paillettes! Carine le coreografie di Nadia Scherani, che sono più movimenti coreografici che coreografie pure, ma non c’è molto da danzare in effetti; Chiara Noschese firma un’ottima regia, che rende tutti i personaggi ugualmente importanti e da’ ad ognuno il suo spazio: non solo a Deloris ed alla Superiora, in costante conflitto, ma alle consorelle, al commissario di polizia Eddie, al Parroco, all’assassino Curtis ed ai suoi tre scagnozzi. Il tutto un po’ italianizzato con battute in dialetti vari e riferimenti ai nostri giorni.
A Gloria Enchill spetta il difficilissimo compito di non far rimpiangere Whoopi Goldberg: brava, simpatica, bella voce, perfetta padronanza del ruolo. Ma anche le suore non sono da meno: la mitica e storica colonna del musical made in Italy Francesca Taverni (Madre Superiora), Elisa Bella (Suor Maria Roberta, la novizia), Khomolchanok De Pace (Suor Maria Patrizia dalla voce potentissima) su tutti. Simpaticissimi, perché molto maldestri, i cattivi: Giuseppe Verzicco (Curtis), Salvatore Vasalluccio (TJ), Pietro Mattarelli (Joey), Luigi Fiorenti (Deniro). Opposto, come carattere e personaggio, il timido Eddie (Roberto Tarsi) dalla voce incredibile. Completamente imprevedibile e bizzarro il parroco della chiesa, Monsignor O’Hara, interpretato da un bravissimo Massimo Cimaglia.
Pubblico in delirio, trascinato dalle musiche coinvolgenti e dalla bravura degli interpreti: tutti recitano, cantano e danzano, come dovrebbe essere sempre il vero musical. Tantissimi applausi alla fine, per uno spettacolo già di per sé rodato, ma la versione italiana stavolta merita. Da non perdere.
Chiara Pedretti
Teatro Nazionale
Piazza Piemonte, Milano
Fino al 17 Gennaio 2027, ore 20.30; sabato ore 15.30 3 20.30; domenica ore 15.30
Biglietti da EUR 37,00 ad EUR 79,00 più commissioni
www.teatronazionale.it
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